E’ ora che prendiamo coscienza del nostro saluto alla terra lontana e rivediamo il punto da cui siamo partiti.
La Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida.
Per giorni mi sono detta: “Sarà che riuscirò a raccontare del lavoro di queste persone che ci ospitano, a descrivere i progetti, a parlare delle loro vite da anni quaggiù?”.
Macchè, prima del mio rientro non ce l’ho fatta, e qualcuno sapeva dall’inizio che sarebbe andata così!
Ma ditemi voi se era possibile trovarne il momento? Ogni istante aveva un suo significato e sembrava organizzato da tempo. Rinunciare a un’uscita, un incontro, una visita tecnica prefissata pareva gesto sacrilego e così: POSTICIPO!
Ma ora vi racconto un po’ degli uomini di laggiù, e, senza troppo buonismo, vi svelo le tecniche di sopravvivenza di una ONG italiana nella giungla delle Tres Fronteiras!
Dunque dunque…facciamo un excursus storico:
1989 - padre Italo Paternoster, lascia i suoi impegni in missione argentina, e arriva in questo fazzoletto di terra, ancora invaso dalla foresta più che selvaggia, serpenti, lagarti, etc., etc.
Insieme a un gruppo di suorine italiane mette sù una piccola scuola materna che potesse dar ai bambini dell’invasão( favela come si presentava agli inizi, priva di tutto, elettricità, acqua, fognature) un primo livello di istruzione. Queste persone si dedicano per anni con fatica al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti del bairro Porto Meira (allora probabilmente molto meno esteso). Mettono su un piccolo ambulatorio, di fronte alla cappella dove i religiosi e la comunità condividevano i momenti di crescita spirituale, e inizia così un nuovo percorso di educazione alla salute che si amplierà di lì a pochi anni con un altro grande progetto.
Gennaio 1997 - padre Giuliano Inzis, allora 34enne, originario di Cuglieri (OR), arriva a Foz do Iguaçu e insieme a padre Abbondanzio porta avanti i lavori presenti sul territorio a nome della loro missione.
Oggi è il coordinatore di tutti i progetti e al suo fianco lavorano Miguel A.Vera (36anni), padre di origine argentina, nella missione dal 1999, coordinatore del CAIA (Centro de Atenção Integral ao Adolescente), la madre superiora Anna Maria, Presidente della Sociedade Civil, suor Rosa, responsabile della prè- escola, da circa 13 anni, e suor Anita e suor Aurelia, responsabili del settore infermieristico(rispettivamente da circa 7 e 4 anni).
Sempre 1997 - i sacerdoti, membri della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e le suore dell’Istituto Maria Consolatrice, decidono di costituire la Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida(SCNSA). Formalizzare il loro lavoro in cooperazione, permetterà di sviluppare progetti sociali riconosciuti dalla Prefeitura (comune) e dallo stato e di ricevere, di conseguenza, solidarietà, appoggio e contributi.
Febbraio 1998 - ha inizio la costruzione del Poliambulatorio e la SCNSA propone la creazione del primo corso di formazione per infermieri, della durata di 4 anni, sino ad allora inesistente a Foz do Iguaçu, grazie ai fondi dell’8 per mille.
L’Università pubblica UNIOESTE, ospiterà le lezioni e successivamente, riproporrà il corso di studi come Laurea Infermieristica, prendendosi carico della gestione totale.
2001 - l’intera comunità partecipa alla cerimonia d’inaugurazione della prima ala (Ala Medica) del Poliambulatorio (la seconda –Ala Diagnostica- sarà terminata nel 2004 e resa operativa solo nel 2005).
Al suo interno accoglie personale specializzato, medici, infermieri, psicologi, amministratori, assistenti sociali. Insieme al personale della prè-escola, del progetto CAIA, del programma Sentinela (assistenza ai minori, vittime di abusi sessuali e di ogni tipo di violenza), gli stagisti, l’èquipe operativa conta oggi 150 elementi. La SCNSA ha potuto impiegare, così, il 100% di personale locale, creando posti di lavoro che migliorano la qualità della vita di chi li occupa e riuscendo a soddisfare le richieste d’intervento sanitario di migliaia di famiglie in un quartiere che conta ormai 42mila abitanti, sempre considerato ai margini della città (7km dal centro), ma in continua crescita.
1999-2000 - avvio del Progetto CAIA
Attività tutt’ora in corso
- Capoeira
- Calcio
- Basket
- Danza
- Orientamento
- Ricamo
- Pittura
- Artigianato
- Musica (strumentale)
- Corsi di lingua
- Corsi di informatica
2006 – Foz do Iguaçu è diventata una metropoli di 310 mila abitanti, la sola Foz riesce a ricoprire un totale di 28.000 posti letto in tutti gli Hotel di lusso che offrono appoggio ai turisti ogni anno. Insieme alle altre città di frontiera, Puerto Iguaçu (Argentina) e Cidade del Este ( Paraguai) viene a crearsi un conglomerato urbano di più di 650 mila abitanti in uno spazio territoriale di dimensioni ridottissime.
Tre culture così diverse tra loro si trovano a convivere spesso forzatamente ( per motivi economici e sociali) mentre quella europea, risalente all’epoca delle antiche colonizzazioni, fa da malgama.
Da non sottovalutare poi le 72 etnie presenti, dove la predominante è quella araba con 12.000 membri.
La SCNSA sente l’esigenza di essere riconosciuta come parte integrante della realtà di una città di frontiera, che nasconde dietro le infinite bellezze naturalistiche e le ville con piscina dei più “nobili”, la miseria silenziosa e la solitudine di chi non sa come uscire da droga, prostituzione, traffici e violenze fisiche o psicologiche di ogni tipo.
Padre Giuliano racconta…
"La più grande difficoltà è data dalla illegalità imperante. Esistonole norme, ma sono difficili da applicare e il sistema legislativo,farraginoso, non è in grado di rispondere alle dinamiche di sviluppo edi inclusione sociale.In un territorio di 8.511.996 kmq, lo stato deve ancora ricoprire undebito estero di 4mila miliardi di reali, e spende soltanto 1miliardo300mila per investire sul sociale (
Dati Conferenza Episcopale Italiana). Il gettito fiscale è troppo basso. Troppo pochi pagano le tasse".
Questi dati sono in riferimento al debito estero pagati nel biennio2004-5 e al corrispettivo, nello stesso periodo, di investimenti in educazione, salute, sicurezza e assistenza sociale, e sono dati dellaCNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile - ConferênciaNacional dos Bispos do Brasil)
… Intanto aumenta la criminalità:
“Foz do Iguaçu è la terza città del Brasile per morti assassinati. C’è un’enorme insicurezza legislativa e finanziaria, i piani economici vanno e vengono…Da dieci anni dopo la scuola superiore non c’è nessuna specializzazione che introduce al mondo del lavoro. Se non possiedi il denaro per i corsi privati che danno professionalità, se fuori dal mercato”.
…Come fare a ovviare a tutte le problematiche senza fondi?
Per fortuna c’è sempre chi ha una sensibilità sopraffina o ha il dovere di rifletterci un po’ sopra …
Partners
· CEI (Conferenza Episcopale Italiana (Chiesa Italiana)
· MEI (MAE=Ministero Affari Esteri)
· DOKITA (Associazione Volontari Dokita)
· Congregazioni (Congregazione dei Figlie dell'Immacolata Concezione -Istituto delle Suore di Maria Consolatrice)
·ITAIPU (Progetti di responsabilità sociale delle imprese)
· Università (accordi in relazione agli stage)
· PETROBRAS (compagnia petrolifera)
· Secretaria Eepecial dos Direitos Humanos (della Presidenza della Repubblica)
· Finanziamenti Pubblici (municipali,federali, statali)
· Imprese
· Chiesa Italiana (Vedi sopra)
In prospettiva al 2007 - la SCNSA pensa a due obiettivi importanti:
Costruire l’ospedale per dare l’opportunità di ricovero ai pazienti che necessitano di cure specialistiche a lungo termine
Costruire il Centro dedicato agli adolescenti del progetto CAIA (2000mq)
E si augura sempre di continuare a fare prevenzione e formazione, per dare continuità ai progetti e conseguire molti dei risultati prefissi.
Queste poche righe, ahimè, riescono ad aprire soltanto una piccola finestra sull’enorme quantità di lavoro realizzato dalla SCNSA, per questo popolo che ha voglia di crescere ed è capace di trasformarsi in un angolo di mondo così lontano, nel Sud del Brasile. Ma spero bastino a far conoscere a più persone possibili, quanto si possa fare, partendo dalle cose più semplici, per migliorare le situazioni di degrado in ogni parte del mondo, anche nel nostro Paese.
Il Brasile insegna.
Ilaria